PREFAZIONE DI FERDINANDO BONETTI (Presidente della sezione A.N.A. di Verona)
Sono e sarò eternamente grato agli Alpini del gruppo di Calmasino della nostra Sezione, per aver voluto pubblicare un’opera che rappresenta uno scorcio realistico di vita sofferta, di una storia personale e non, scritta da un sacerdote e cappellano militare, don Alessio Saccomani. Sì cari Alpini di Calmasino, con questo gesto generoso vi inserite pienamente nel contesto associativo che si identifica nella solidarietà, nella fraternità e nell’amicizia.
L’evidenziare la figura dei Cappellani Militari rientra pienamente nei nostri scopi. Sacerdoti in grigioverde, ferventi di fede e di amor patrio, la loro missione non si limitò a soccorrere i feriti, a benedire i caduti e dar loro sepoltura; essi furono compagni indivisibili dei soldati nelle ore della battaglia e del sacrificio, nulla arrestava il cappellano nell’espletare il suo apostolato e tanto meno il fuoco nemico. Sempre sereno, instancabile e dovunque presente, Sacerdote soldato, seguiva i reparti più impegnati, raccogliendo i feriti là dove era il pericolo maggiore. Nei momenti critici, il Cappellano era sempre pronto a dire una calda parola di fede ed infondere, con la sua serenità, quella tranquillità di spirito tanto necessaria nei gravi frangenti.
Le pagine che pubblicate sono un diario, reso prezioso da testimonianze che lo documentano abbondantemente. Sono rapidi appunti, una serie di flash sulla vita di don Alessio Saccomani e sull’ambiente dove egli ha realizzato la sua triste esperienza umana e religiosa da prigioniero. Un vero manovale della Divina Provvidenza, quella Divina Provvidenza che ha guidato don Alessio, dal 1942 al 1945 sul fronte Greco e poi nei vari Lager: da Hohenstein a Beniaminowo, a Deblin-Irena, a Posen, a Bochkolt fino ad arrivare al campo di raccolta dei prigionieri liberati di Warendorf. Qui la sua vita e la sua missione illuminate dal grande ideale della carità evangelica, si sono progressivamente armonizzate e concentrate totalmente sui sofferenti, con i quali dideva la quotidianità del loro patimento e delle loro speranze.
Di cuore formulo l’augurio che questo libro trovi molti lettori difondendo così una testimonianza di vita, grazie anche agli Alpini di Calmasino.
Ferdinando Bonetti



Il "Diario" di Don Alessio

