65° ANNIVERSARIO DI MONTE MARRONE
Il 31 marzo ricorre il 65° anniversario dalla conquista di Monte Marrone, da parte degli alpini del battaglione "Piemonte", del "1° Raggruppamento Motorizzato Italiano", che si era costituito dopo l'8 settembre, e aveva già partecipato alla conquista di Monte Lungo. Il brillante esito dell'azione fece emergere l'esperienza e la superiorità tecnica degli italiani nella guerra in montagna; superato ogni residuo dubbio, gli alleati - il 17 aprile - acconsentirono alla trasformazione del "raggruppamento" in "Corpo Italiano di Liberazione" (C.I.L.), che partecipò alla libezione del centro Italia. Il 30 agosto 1944, il "C.I.L." fu sciolto e sostituito dalla formazione di "Gruppi di Combattimento".
Riporto quanto scritto dal Gen. G. Donati nel 1994, a 50 anni dall’evento, rivolgendosi agli Alpini e agli Artiglieri Alpini del Battaglione "Piemonte".
Cinqunta anni sono trascorsi da quel marzo del 1944 che vide una lunga autocolonna muovere dalla Puglia per portarci in zona di combattimento, alle sorgenti del Volturno, appena ad oriente dell’inferno di Cassino. Gli Alpini arrivano con un ben preciso compito: occupare il bastione di Monte Marrone che, con i suoi 1770 metri, domina la valle del Volturno e rappresenta il più pericoloso osservatorio dal quale i tedeschi sorvegliano il settore franco-talo-polacco.
L’Ordine di Operazione n. 395 del 28 marzo ‘44 del comando Fanteria del Corpo Italiano di Liberazione recita testualmente “... Il giorno 31 marzo, alle ore 03.30, il Battaglione Alpini “Piemonte” occuperà di sorpresa Monte Marrone... L’occupazione della linea di cresta avrà valore di posizione di resistenza da tenere ad ogni costo contro reazioni avversarie…
”Voi non avete bisogno che io descriva nei particolari la storia di quei giorni e di quelli successivi dell’aprile e del maggio (occupazione e difesa di Monte Marrone, attacco e penetrazione dal Balzo in Val di Canneto, nel cuore del Parco Nazionale degli Abruzzi). Perché ciascuno di voi ha ben scolpiti nella memoria i sacrifici e i timori di quei momenti, e la morsa del gelo e le raffiche dei mitragliatori ed il sibilo e l’esplosione delle granate in arrivo. Ma il ricordo va anche ai gesti di amicizia profonda, agli atti di vera e sentita solidarietà, ai momenti di pausa nel silenzio sotto il cielo stellato, parlando sottovoce con l’amico delle famiglie lontane o dei progetti per il futuro, a guerra finita.
Un solo punto vorrei sottolineare: gli Alpini della 1a.2a, 3a compagnia “Piemonte” seppero in silenzio occupare la linea di cresta ed in silenzio tenerla “ad ogni costo” contro due assalti tedeschi (ricordate la notte di Pasqua, il 10 aprile 44? Quella sì fu una “notte di fuoco”!). E in prima linea con gli Alpini fece sentire la sua voce anche il Terzo Pezzo Ardito della Batteria Piemonte, schierata con i rimanenti tre pezzi da 75/13 sull’affilata ed aerea cresta del Monte Castelnuovo.
Grazie, amici Alpini, per quanto avete generosamente dato, senza nulla chiedere. Facendo il vostro dovere avete reso, forse senza saperlo, un enorme servizio all’ Italia; avete mostrato agli Alleati che nello sfacelo morale e nel marasma generale del momento, vi erano ancora degli Italiani determinati a rischiare la pelle per la liberazione della loro Patria. E cito qui, a titolo di esempio, come simbolico rappresentante dei nostri Caduti, il Tenente di Artiglieria Alpina Enrico Guerriera, Medaglia d’Oro alla Memoria, caduto l’11 maggio su Monte Mare, dopo essersi volontariamente unito ad una pattuglia di combattimento di Bersaglieri.
Dopo i nostri Caduti salutiamo anche il nostro Comandante Maggiore Alberto Briatore e tutti i nostri Commilitoni che sono già “andati avanti”. Sono certo che il 31 marzo, nel Paradiso di Cantore, il “vecio burbero” Briatore avrà commemorato con tutti i “suoi” Alpini, gli avvenimenti di quei giorni duri ma indimenticabili. Ed anche noi abbiamo il dovere di continuare a parlarne ai nostri figli ed ai figli dei nostri figli, perché i valori essenziali per i quali abbiamo combattuto e nei quali ancora fermamente crediamo non siano sommersi dalla marea montante del materialismo e dell’ indifferenza.
A voi tutti, Alpini ed Artiglieri del “Piemonte” ovunque voi siate, giunga con questo ricordo, l’abbraccio grato e sincero di un “bocia” appena ventenne, che da voi ha imparato umanità, senso del dovere, solidarietà alpina, capacità di stringere i denti e non fermarsi mai.
A voi ed ai vostri cari pace, serenità, buona salute! Arrivederci a Monte Marrone per cantare “lur a crdiu d’truvé d’pasta frola, e invece a l’an truvà na piuma bin piantà”!
(Giorgio Donati già s. ten. alp. Btg. Alp. “Piemonte” capo pattuglia O.C. su Monte Marrone)






