ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

Sezione di Verona - Gruppo di CALMASINO

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IL RISORGIMENTO DEI CALMASINESI

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BATTAGLIA NELLE STRADE: RIVIVE L'EROISMO DEL 48'

(riproduzione articolo de "IL CORRIERE DELLA RIVIERA" - giugno 2010, pag. 11)

Battaglia per le strade del paese .Con lampi botti e fuochi d’artificio. La prima guerra d’indipendenza a Calmasio è passata da più di 150 anni. E gli echi di quelle battaglie risorgimentali sembravano ormai flebili. Ma bene ha fatto l’amministrazione comunale retta dal sindaco Ivan De Beni ad appoggiare l’idea di Paolo Zapolla, il barbiere del paese che in collaborazione con il Grupo Alpini di Calmasino, ha messo in scena il sacrificio e l’eroismo dei calmasinesi in quel fatto d’armi del 1848. Allora tra il Colle dei Cipressi, la piana di Cavaion e sui colli a ridosso del paese si scontrarono un battaglione di piemontesi contro un distaccamento austriaco che tentava di approvvigionare Peschiera, accerchiata dalle truppe sabaude.
Mentre il maresciallo Radetzky era impegnato nella sanguinosa battaglia di Curtatone e Montanara poi persa dai toscani, una colonna di circa cinquemila uomini, guidata dal generale Zobel proveniente da Verona cercava di rompere lo schieramento piemontese composti dal 3° reggimento Brigata Piemonte e da una compagnia di volontari. Tra questi c’erano anche alcuni paesani che poi col ritorno degli austriaci, dopo la disfatta del luglio successivo a Custoza, si diedero alla macchia nei paesi circostanti. In quella battaglia, visto che lo scontro si trascinò anche nelle case di Cisano, ma anche Lazise e Pacengo furono coinvolte i piemontesi riuscirono a respingere il nemico. I piemontesi riuscirono nell’impresa di sconfiggere le soverchianti forze nemiche oltre che all’eroismo dei soldati grazie anche alla possente artiglieria sabauda guidata dal generale Bes. Un’ azione importante decisiva come narra anche il generale Bava, quella dei sabaudi tant’è che il giorno seguente la fortezza di Peschiera cadde in mano ai piemontesi . Azioni belliche queste che sono state riproposte non per la prima volta, visto che ai primi del 900’ già si ricordava lo scontro, il 30 maggio scorso con gli opposti schieramenti a darsi battaglia lungo via Verona, fronteggiandosi all’arma bianca in Piazza del Risorgimento per poi assistere alla fuga degli austriaci lungo via Santa Margherita con la definitiva vittoria dei piemontesi in Piazza del Combattimento”, dove già da sabato era stato preparato l’accampamento dei due eserciti. Circa un centinaio cli figuranti in uniforme e armamento d’epoca dotati anche di tre batterie di cannoni.

Nella prossima edizione si porterà certamente uno speaker a narrare le gesta dei figuranti che “combattono” le azioni in svolgimento. E sarebbe quanto mai utile cercare di coinvolgere le autorità consolari austriache magari per lo scambio delie bandiere in segno di pace e fratellanza. Utile sarebbe far rivivere quei tragici momenti dalle memorie di chi ha vissuto in presa diretta gl ‘istanti della battaglia. Memorie riportate anche nel libro “29 maggio 1848” (Accordini-Torresani) in cui viene descritta in presa diretta l’azione, con il riconoscimento di un eroico ufficiale austriaco la cui lapide e conservata nel camposanto di Rivoli veronese.

L'evento risorgimentale ha richiamato migliaia i persone e ha creato nei Calmasinesi quel patriottismo sentirsi orgogliosi di vivere in un paese che ha contribuito all’unità d’Italia. La storia in fin dei conti è come la nostra infanzia e riscoprirla serve per dare un senso di continuità alla nostra esistenza concentrata sul fuggire veloce del tempo.

A ripercorrere quanto hanno fatto i nostri avi la mostra risorgimentale allestita nella sala civica di Calmasino dove erano esposti armi e cimeli di quel periodo storico grazie alla dotazione fornita dal museo di armi antiche «Fosco Baboni» di Castellucchio. Tra queste era anche un revolver originale di Giuseppe Garibaldi.

Il prossimo anno dopo questa ri rievocazione coordinata dal consigliere Maurizio Comencini, si confiida che la manifestazione possa coinvolgere anche Bardolino. Visto che il paese è stato in quei giorni de terribile 48’ l’unico del Veronese a opporre le barricate ai piemontesi che poi si diedero a barbaro sacheggio. (A.Tor)